Incontro di gruppo dell’Aipap

L’Aipap, l’Associazione Italiana Psicoterapia degli Attacchi di Panico, organizza un incontro di gruppo per persone che soffrono di attacchi di panico. Per partecipare occorre registrarsi sul sito dell’aipap e fare un colloquio gratuito con uno psicoterapeuta dell’associazione.

L’incontro ha luogo a Roma, ed ha una durata di circa 3 ore, nelle quali le persone che soffrono di attacchi di panico possono sperimentare dei nuovi modi di sentire le sensazioni che provengono dal proprio corpo, attraverso un percorso di parole ed esperienza che aiuta ad affrontare gli attacchi di panico.

Per ulteriori informazioni: www.aipap.it

Sono gli attacchi di panico a portare l’angoscia?

Se provate a chiedere a un individuo che soffre di attacchi di panico dell’angoscia, costui o costei vi dirà che l’angoscia è quella che viene scatenata dagli attacchi di panico, e che loro sentono angoscia a causa degli attacchi di panico. In realtà si tratta di un effetto paradosso, perché è pur vero che gli attacchi di panico rendono cosciente l’individuo dell’angoscia, ma questa doveva già essere presente, se non altro inconsciamente.

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Workshop Aipap

Ancora pochi giorni per partecipare al 1° workshop nazionale dell’Aipap, l’Associazione Italiana Psicoterapia degli Attacchi di Panico. Il giorno fissato per l’evento, che è completamente gratuito, è il 18 giugno 2011. Per partecipare occorre registrarsi sul sito dell’aipap e fare un colloquio, anch’esso gratuito, con uno psicoterapeuta dell’associazione.

Il workshop ha luogo a Roma, ed ha una durata di circa 3 ore, nelle quali le persone che soffrono di attacchi di panico possono sperimentare dei nuovi modi di sperimentare le sensazioni che provengono dal proprio corpo, attraverso un percorso di parole ed esperienza che aiuta ad affrontare gli attacchi di panico.

Per ulteriori informazioni: www.aipap.it

La distrazione negli attacchi di panico

La distrazione dai pensieri che portano all’attacco di panico è spesso utilizzata dalle persone che ne sono soggette per ‘gestire’ l’attacco. In pratica, nel momento in cui sentono i primi pensieri ansiogeni, o i primi segnali del corpo, molte persone sono portate a distrarsi, cioè deviare l’attenzione cosciente verso qualcos’altro, per fare in modo che la fase più violenta dell’attacco non sopraggiunga affatto. Ma è un bene o un male?

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Il sito che informa sugli attacchi di panico